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DIARIO  DI CORSA

(Mario PALUMBO)

 

Partecipare all’Ecomaratona delle Madonie con un folto gruppo della nostra Società è stata un’idea lanciata circa un anno fa da alcuni nostri tesserati, come Annalisa, Fabio, Antonella. Poi, a causa di qualche infortunio per alcuni e/o “preoccupazioni” per altri non se ne fece niente.

Quest’anno alcuni sono tornati alla carica tra cui Fabio e Annalisa che hanno proposto di effettuare una “gara anomala”, nel senso di correre quando più era possibile e di fare delle lunghe camminate quando il percorso non consentiva di correre.

Alcuni di noi hanno accettato inizialmente la proposta di partecipare a questa gara, ma  quando abbiamo cominciato a fare sul serio con gli allenamenti molti si sono dileguati.

Infatti nel momento di fare le iscrizioni hanno aderito soltanto: ANNALISA BATTAGLIA, FABIO PALUMBO, MARIO PALUMBO, GIOVANNI MESSINA, ANTONIO SCIUME’, ALFONSO BUGEA, ANGELO VELLA, ENZO D’ANNA E TOTO’ MANDRACCHIA.

All’ultimo minuto si sono aggregati alla comitiva anche RINO LA GAIPA e con grande sorpresa di tutti STEFANIA CALLEA.

Storia a se per  MASSIMO RUSSO ; non si sapeva se facesse  la non competitiva di 23 km, la non competitiva di 14 km o addirittura la 43 km. Fortunatamente per lui e per noi ha preferito fare un semplice allenamento perché mentre correva nell’asfalto si è infortunato ad un piede.

Nella settimana precedente alla “mission impossible” perdiamo per influenza TOTO’ MANDRACCHIA.

Ci diamo appuntamento alle ore 16.00 al solito posto, cioè all’Oasi bar. Come sempre qualcuno ritarda, questa volta il ritardatario sono io.

All’appuntamento la prima sorpresa, Massimo arriva con la sua nuova BMW grigio topo scuro.

Partiamo, siamo 6 famiglie con 6 auto, Stefania visto che è sola non ha perso” l’occasione” di farsi dare il passaggio da Massimo con la sua auto nuova.

Alle ore 17.00 siamo a San Cataldo nel nuovo negozio della DECATHLON per fare acquisti, abbiamo anche l’appuntamento con ANTONIO SCIUME’.

Dopo un’ora di gironzolare per il negozio ripartiamo per Polizzi Generosa. Appena entrati in autostrada Massimo si fa subito notare non appena una BMW lo sorpassa, chissà da quanto tempo aspettava questo momento; difatti,  mette la freccia e comincia la sua “gara automobilistica” nel pieno rispetto delle norme del codice della strada. Io che ero davanti a tutti mi accorgo dell’accaduto e subito per farlo ulteriormente rallentare lo avviso con la scusa  di chiedergli dove si trova l’incrocio per Polizzi Generosa. Così riesco nel mio intento.

Arrivati a Polizzi Generosa scendiamo i bagagli e cerchiamo di parcheggiare le auto, 3 di noi riescono subito a posteggiare mentre gli altri ,dopo 2 giri per le strade di Polizzi, sono costretti a posteggiare fuori paese.

Dopo un po’ telefona Annalisa che ci avvisa che se non andiamo a  ritirare subito i pacchi gara saremmo stati costretti a fare ciò la mattina successiva. Scherzosamente gli rispondiamo che essendo Lei  la Vice Presidente della squadra è obbligata ad anticipare i soldi per il ritiro dei pacchi gara.

Dopo esserci sistemati, con le famiglie, ci spostiamo verso i locali adibiti al pasta part.

Prendiamo posto, occupiamo una fila intera di tavoli, cominciano a  servirci, vino, acqua, pomodoro secco sottolio, acciughe, olive nere al forno, formaggio locale di vario genere e pane di casa. Dopo una breve attesa  ci servono la pasta, nessuno di noi ha capito quali ingredienti abbiano usato, ma era davvero buona. Dopo esserci riempiti le pance, mentre stavamo per andare via alzandoci dalla tavola, ci servono un secondo di salsiccia e patate al forno. Qualcuno di noi, forse ancora  “affamato” non si è perso l’ultimo spuntino.

Antonio Sciumè mi comunica che sarebbe  partito alle ore 8.30, io gli do appuntamento all’ultima cima della montagna, quella del Santuario di Monte San Salvatore.

Io, Fabio, Annalisa e Stefania partiamo un’ora prima. C’è qualche indeciso, allora comunichiamo che alle ore 7.30 saremmo partiti invitando tutti a seguirci o a posticipare la partenza alle ore 8.30.

La mattina successiva sveglia alle ore 5.45, faccio colazione, mi “armo” di tutto quello che può servirmi, borraccera, carbongel di tante marche, integratori ecc.. Mia moglie mi chiede se sto partendo per la guerra ed  io, che guerre non ne ho mai fatte, rispondo “forse”.

Alle ore 7.30 ai nastri di partenza siamo solo in 4 del Valle dei Templi. Nel frattempo Massimo che era indeciso a quale gara partecipare decide, com’era nelle nostre previsioni, di non gareggiare.

Alle ore 7.30 comincia la nostra avventura, ci mettiamo dietro ad una Fiat Panda della Forestale di Colore “orange” ci sistemiamo, quindi,  a capo del plotoncino che è partito in anticipo e dopo circa 25 minuti di corsa e 5 km percorsi, comincia la prima salita. Annalisa e Stefania “impaurite” mi chiedono se dobbiamo salire la montagna che abbiamo davanti. Io rispondo che per me è la seconda partecipazione a questa manifestazione ed aggiungo sorridendo “u bellu ancora ava a veniri”. Saliamo la prima salitella e subito dopo non si riesce a capire che strada prendere perché davanti a noi c’è una montagna che si può solo “scalare” con gli attrezzi adeguati. Anche mio fratello Fabio mi chiede sorpreso se dobbiamo salire da quella parte, gli rispondo di si e gli faccio notare che davanti  a noi una persona ha già fatto qualche centinaio di metri.

Quando siamo vicino alla vetta Annalisa e Stefania commentano gli escrementi  delle mucche,  Stefania incredula si chiede come facciano a salire fino a quella quota. A questo punto sotto di noi vedo degli animali che sembrano delle mucche sollecito gli altri a guardare sotto. Lancio un urlo verso questi animali che si spaventano e si mettono a correre. Dall’andatura ci accorgiamo che non sono mucche, ma una famiglia di cinghiali con tanto di capo branco e con tanti cuccioli. Cerchiamo di fare una foto con il telefonino ma la stanchezza di mio fratello non gli consente di essere reattivo per come dovrebbe essere e gli animali non vengono “catturati” dal nostro obbiettivo.

Scalata la montagna restiamo stupiti dal panorama che si offre ai nostri occhi, si vede anche il mare, proseguiamo per qualche centinaio di metri e  ci fermiamo al punto di ristoro dove beviamo tutto quello che c’è sul tavolo, prendiamo in mano un po’ di uva sultanina e ripartiamo.

La discesa è molto sconnessa  e qualcuno si lamenta. Avviso che ancora la discesa pericolosa deve arrivare.

Dopo circa un’ora e cinquanta minuti di corsa arriva il primo podista partito alle ore 8.30, si tratta di Robertino Bellanca dell’Amatori Aragona, poco dopo ci superano anche Velletti  seguito a poca distanza dal vincitore Zarantonello. Dopo circa 1 km gli ultimi 2 ci superano nuovamente, avevano sbagliato strada. , Scherzando ricordo ai due podisti ad alta voce il proverbio “chi va piano va sano e va lontano”. Continuiamo la nostra “passeggiata”, man mano che passano i minuti cominciano ad arrivare gli altri “campioni” tra questi anche l’amico Antonio Sgammeglia che appena ci vede da lontano comincia a chiamarci.

Al 19° km ci sono i nostri familiari che stanno per iniziare l’escursione, appena ci vedono cominciano ad incoraggiarci, qualcuno ci rincorre per qualche metro.

Finita la discesa ricomincia la salita, siamo intorno al 22esimo km. Vediamo Annalisa in difficoltà, gli chiediamo se ci sono problemi, non ci risponde scuote la testa nel senso di dire “no”.

Stefania accusa problemi nel ripartire dopo le fermate ai ristori e ci chiede di non fermarci invitandoci a prendere quello che ci serve al volo. Annalisa arranca anche a camminare. Chiedo ancora una volta se vuole fermarsi, mi fissa per un po’, abbassa la testa e ricomincia a “marciare”. Nel frattempo passa la prima delle donne  Luisa Balsamo, la incitiamo e proseguiamo per la nostra strada ad andatura lenta anzi lentissima.

Aspettiamo che arrivi qualcuno dei nostri e prima della penultima discesa quella più drastica arriva Angelo Vella seguito da Alfonso Bugea. Facciamo qualche minuto insieme a loro ma subito ricomincia la salita e ci distacchiamo ancora una volta. Ll’ultima salita quella che porta al Santuario è drammatica per Annalisa, mio fratello dopo un allungo con Stefania si siede su di una pietra e scherzando mi chiede se è passato il numero 52 (il pettorale di Annalisa), poi riprende e insieme a Stefania arriva fino al Monte San Salvatore.

Io resto indietro con Annalisa che arranca, forse io arrancavo più di lei, vedere i “vertici” del G.S. Valle dei Templi in quelle condizioni era pietoso, comunque continuavo ad incoraggiarla in tutti i modi. Riuscivo, in questo modo, a farle riprende la marcia.

A questo punto Stefania non si ferma più e va solitaria per la sua strada fino al traguardo.

Finalmente scolliniamo, facciamo il giro del Santuario  chiediamo se è aperto, volevamo visitarlo, ci rispondono che è chiuso, ci fermiamo al punto di ristoro, ci togliamo le scarpe che sono piene di sassolini, puliamo bene le calze, beviamo un po’ di tutto e ripartiamo.

Mentre ci accingiamo a ripartire vedo arrivare stremato Antonio Sciumè,  gli urlo che avevo avuto ragione a darei l’appuntamento al Santuario, lo incoraggio e ripartiamo con Fabio e la malconcia Vice Presidente.

La discesa ci aiuta un po’, cominciamo questa volta a correre d’avvero, siamo un bel gruppo con noi c’è anche Alfonso Lo Presti, scendiamo ad una media di 4.35/4.45 al km, non sembra vero che Annalisa riesca a tenere questo passo. Arriviamo al rifornimento del km 33 ci fermiamo a bere e prendere qualche integratore e ripartiamo. Riprendiamo il ritmo che avevamo prima, attraversiamo 2 ruscelli di cui uno pieno di melma, arriviamo al penultimo rifornimento situato al 37.5 km, beviamo un po’ e ripartiamo sempre col nostro ritmo di 4.35/4.45 al km, in questo tratto in discesa abbiamo superato  diverse persone, tra cui una ragazza che comincia a tenere d’occhio Annalisa, infatti non si fermerà  ai rifornimenti successivi pur di arrivarle davanti. Purtroppo per lei la ragazza in questione non sapeva che noi avevamo 1 ora di ritardo. A 2.5 km dall’arrivo la strada ricomincia a salire e alla nostra Vice Presidente le ritornano  le crisi di “salita”. Fabio per incoraggiarla le ricorda che se continuiamo con questa andatura concluderemo la gara sotto le 6 ore e 50 minuti.

A questo punto Annalisa chiama a raccolta le sue ultime energie e ricomincia a correre. Arriviamo all’ultimo ristoro, posto a 1,6 km dall’arrivo, beviamo un po’ e ripartiamo subito. Prima di arrivare in paese vediamo la sagoma di Alfonso Bugea piegata  su se stessa che si teneva forte la coscia. Ci fermiamo a chiedere cosa è successo. Ci risponde che un muscolo della coscia si è contratto e non riesce a muoversi. Prendo una bottiglietta dalla mia cintura porta bottiglie e gli spruzzo dell’acqua sulla coscia. Noi ripartiamo ed entriamo in paese dove ci sono ad attenderci la figlia del Vice Presidente  Simona e il marito Massimo . Quest’ultimo dopo aver  tentato di essere dei nostri e non esserci riuscito ha provato a fare il fotografo, questa volta con buoni risultati. Ha fatto qualche scatto ed ha scortato per qualche centinaio di metri la moglie. Nel frattempo Alfonso si è ripreso e ci ha raggiunto a pochi metri dall’arrivo. Finalmente alle ore 14.18, dopo 6 ore e 48 minuti di fatica, tagliavamo il traguardo. Ad aspettarci c’erano Angelo Vella e Stefania Callea. Ci siamo messi ad aspettare anche noi gli altri che sono arrivati dopo pochi minuti. Massimo ci ha fatto una foto ricordo e siamo  tornati in albergo. Dopo la doccia siamo ritornati nella zona traguardo. Lì apprendiamo che Stefania e Annalisa sono state premiate. GRANDE la soddisfazione da parte nostra per i risultati ottenuti dalle nostre “ragazze” .

Manca soltanto l’ultimo podista  per dichiarare terminata la gara. Noi abbiamo ancora 1 ora e 30 minuti di auto da fare così ci prendiamo un gelato ci mettiamo in macchina e cominciamo a fare la strada del ritorno a casa.

 Alle ore 19.00 sono a casa steso sul letto e con la 2^ ecomaratona portata a termine.

 Domani sicuramente in molti avranno dolori multipli, tra pochi giorni si ritornerà a correre ed a pensare alla prossima gara. Io già sogno la 5^ edizione dell’Ecomaratona delle Madonie.

  

Mario PALUMBO

 

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