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Ecomaratona: un'avventura straordinaria
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16 Giugno 2010
Una mattinata di sole, salite, sudore, silenzio e panorami mozzafiato. Eccomi a raccontarvi un'avventura straordinaria!! Direi che le avventure straordinarie si dividono in due tipologie: quelle che non si scelgono e quelle che si decidono. L'avventura della vita appartiene senza dubbio alla prima, il fremito di un'ecomaratona, indubbiamente alla seconda. Darsi un traguardo nuovo è come rinascere, c'è lo stesso stupore, la stessa paura di non farcela e quella stessa soddisfazione di imparare qualcosa ogni giorno, di ampliare i tuoi limiti. Diciamocelo francamente, ci piace correre, ma a volte ci domandiamo chi c'è lo fà fare? Ma è proprio questo il punto: la meraviglia di come riusciamo a superare i propri limiti (veri o autoimposti), ottenendo dei risultati personali mai sperati. Ma sapete una cosa? Dopo tutto correre è anche questo sfidare un pò se stessi! La più bella gara della mia vita: emozionante, dolorosamente eccitante, coinvolgente, piena di stimoli. La sera prima della gara mi ero pentita di essermi iscritta. Pensavo: cosa ho fatto? Non c'è la farò mai! Ma la notte mi ha portato consiglio e alle 7:30 parto per una overdose di natura. Ho corso tra alberi d'alto fusto e piante di ogni tipo, ho usato tutti i muscoli del corpo, dalle caviglie per tenermi in equilibrio sulle rocce, alle braccia per darmi forza per un'arrampicata mozzafiato, ho zompettato da un lato all'altro per schivare delle cacche gigantesche (mai viste di così grandi), ho scherzato con i miei compagni di avventura, senza l'assillo dei tempi e del cronometro, mi sono fermata in tutti i punti di ristoro dove c'era di tutto dall'acqua ai succhi, dalla frutta alle crostate, ho camminato-corso-camminato-sudato, ho avuto paura di non farcela tante volte. E che dire dell'ultima discesa, piuttosto tecnica e insidiosa per il fondo sassoso sembrava che ci stessimo lanciando col parapendio. Correre mette le ali.....ma non quelle artificiali del tormentone pubblicitario, bensì quelle autentiche, che vengono dal nostro interno, dalle nostre energie insospettate che emergono quando decidiamo di metterci alla prova, di chiedere al nostro corpo qualcosa di più.
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Mi aspettavo certamente un percorso impegnativo, ma non ero
minimamente preparata alla scalata di tre montagne!! Ho maledetto
ogni singola roccia, preso innumeroìevoli storte, sguazzato nel
fango melmoso, solidalizzato con quanti mugolavano con me di dolore
e fatica meravigliandosi a ogni passo dell'inaspettata e ardua
impresa.Lo ammetto caparbia come sono non mi sarei ritirata nemmeno
se venivano a prendermi in elicottero. Rivedo le foto e non sò dire se lo rifarei, anche se conoscendomi non escludo nulla. Ancora una volta, questa gara mi ha confermato quanto sia importante la testa, a parte la forma fisica. Credo che il nostro sport sia l'unico in cui, per la stragrande maggioranza di noi, c'è una sola certezza: non puoi vincere, corri solo per la passione di farlo e di battere l'unica persona che ti puoi permettere di sfidare: Te stesso. E come ogni bella storia a lieto fine si passa ora ai ringraziamenti: Grazie alla mia famiglia che mi è stata vicina, Grazie a Stefania Fabio e Mario che mi hanno sopportato e supportato negli allenamenti pre gara e mi hanno scortato in tutta la gara (sono stati i miei angeli custodi), Grazie a tutti i miei compagni di squadra presenti domenica che mi hanno incoraggiata e sorriso, per finire Grazie a Me che ho creduto di potercela fare e ci sono riuscita.
Annalisa BATTAGLIA Vice Presidente |