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MENS SANA IN CORPORE SANO… (Dott.ssa Giacomina DI FRANCESCO Psicologa e Psicoterapeuta)
Che la mente possa influire significativamente su ogni attività umana e, quindi, anche su quella sportiva è stato certamente chiaro fin dai primi Giochi Olimpici ateniesi; molti sono i manoscritti giunti fino a noi (Omero, Euripide, Pindaro, Pausania, ecc) che narrano come, fin da allora, il destino di una competizione sportiva non dipendeva esclusivamente dalla prestanza fisico-atletica, ma anche dall'astuzia, dalla strategia, dal coraggio, dallo stato d'animo; caratteristiche, queste ultime, strettamente legate all'attività mentale dell'atleta. Nonostante ciò, solamente intorno al 1890, alcuni educatori hanno espresso le loro opinioni sugli aspetti psicologici dell'educazione fisica. Se all'inizio della sua storia la psicologia dello sport si era data come obiettivo quello di studiare la personalità degli atleti, ricercando modelli cognitivi e comportamentali, utili a differenziare le caratteristiche degli atleti dagli altri uomini (le differenze sessuali nella pratica di uno sport, nonché ciò che distingueva le diverse specialità tra loro), sviluppando un ampio spazio all’interno della psicodiagnostica, oggi, invece, l’obiettivo della psicologia dello sport risulta molto cambiato.
Oggi ogni atleta sa
quanto sia vero che il primo reale nemico da battere è il fantasma
della paura, dell'insicurezza, della bassa stima di sè, prima ancora
dell'avversario. La psicologia non possiede altro strumento che quello di operare sul livello organizzativo della mente dell'atleta, agendo attraverso la comunicazione. La base di tutto l’intervento psicologico è il linguaggio; nel suo utilizzo quotidiano non ci rendiamo conto dell’uso che facciamo delle parole, del loro peso, del significato che con queste creiamo. Il linguaggio porta con sè una grande funzione, se apparentemente passa per essere descrittivo, in realtà è costruttivo. Molto forte risulta il linguaggio usato dall’atleta nel suo dialogo interno; i messaggi che questi manda a se stesso sono fondamentali alla riuscita della sua prestazione. La mente ha una grande abilità che può risultare un forte limite, cioè quella di orientarsi, spesso in modo inconsapevole, in funzione dei propri pensieri. L'atleta, come tutte le altre persone, va aiutato a comprendere il proprio linguaggio, a porsi le domande corrette, ad entrare nel significato che dà alle cose, per far luce sulle opinioni, le credenze e le convinzioni che lo orientano nelle scelte, che lo limitano nei risultati, fino a fornirgli una chiarezza di intenti e volontà.
Dott.ssa Giacomina DI FRANCESCO Psicologa e Psicoterapeuta
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