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21.07.2010
UN MODO PERSONALE ED
EFFICACE PER LENIRE LE INFIAMMAZIONI DEI TENDINI
Le tendini nella zona plantare del piede sono un tormentone per chi
si cimenta in gare di lunga distanza, come la maratona , o per chi
corre con molta intensità.
Certo ciascuno risponde in relazione alle proprie caratteristiche,
al proprio stato di forma, al proprio peso ed alla propria età;
certo è che la tendine plantare o fascite è un male a cui molti
amatori vanno in contro.
Si manifesta con un dolore, in genere, nella zona del calcagno
all'altezza dell'attacco dei tendini che legano il calcagno con la
zona della pianta dei piedi; il dolore è più forte al mattino, al
risveglio, non appena mettiamo i piedi per terra, in quanto tendiamo
i tendini che nell'arco della notte si erano rilassati ed il dolore
si attenua o scompare dopo alcune decine di minuti.
Chi di noi non ha sofferto di fascite? Da quando ci sono cascato
anch'io, mi sono accorto che è un problema molto frequente e per il
quale vi sono pochi mezzi di intervento e la ripresa è molto lunga,
si parla di 6 mesi.
Le cure che sono consigliate (oltre ad un certo numero di esercizi
di riscaldamento e/o di distensione dei tendini, da fare
preferibilmente al mattino), tendono ad eliminare l'infiammazione
esistente favorendo la ri-vascolarizzazione della zona con sistemi
vari: elettrostimolazione, ultrasuoni, onde t'urto.
Quindi il sistema di cura si basa sul concetto di eseguire sulla
zona interessata un leggero massaggio a mezzo treni di onde
successive che eliminano l'infiammazione favorendo la
ri-vascolarizzazione dell'area tendinea interessata.
Personalmente ho eseguito molte sedute delle prime due ed ho
ricevuto un certo risultato, ma non posso dire di essere guarito,
anche perchè, nel bel mezzo, ho corso una maratona.
Soffrendo ancora questi dolori, ma ancor peggio, avendo dovuto,
conseguentemente, limitare al massimo la corsa, che è oramai
rientrata nel mio stile di vita, per cui sento che mi manca quel
benessere, quel senso di stanchezza che ti pervade prima della fine
di ogni corsa, ma che si trasforma un attimo dopo in un senso pieno
di appagamento e di benessere che permane per il resto della sera o
della giornata; per tali motivi non ho saputo cosa cercare su
internet o chiedere per saperne di più e capire come uscire da
questo danno prima possibile.
Credo che abbia trovato per caso l'uovo di Colombo.
Stavo lavoricchiando a casa e armeggiavo con una scala di quelle
estendibili e come succede a chi fa le cose di fretta, liberata la
scala non mi ero accorto di avere il braccio sinistro tra i gradini,
e così la scala mi è finita
sull'avambraccio; dolore relativo, ma cosa fastidiosa arrossamento
della parte e rapido gonfiore.
Non è nulla mi sono detto ed ho continuato a lavorare, Appena finito
ho incominciato ad innaffiare le piante e mentre innaffiavo mi sono
ricordato dell'effetto dell'acqua fredda sulle infiammazioni ed ho
iniziato a dirigere il getto d'acqua ad una certa pressione sulla
zona indolensita, gonfia ed arrossata. L'effetto è stato a dir poco
sorprendente perchè a vista d'occhio il gonfiore diminuiva, il
rossore si attenuava e la zona era sempre meno indolensita.
L'idromassaggio che avevo praticato per alcuni minuti aveva avuto un
eccezionale effetto.
Mentre facevo questo ed osservavo i risultati pensavo alla mia
fascite ed ai miei piedi e mi chiedevo: se pratico un idromassaggio
ad alta pressione nella zona plantare otterrò gli stessi risultati?
Del resto il concetto è lo stesso: sempre di onde si tratta.
La difficoltà era però nella realizzazione del sistema, cioè come
fare un idromassaggio ad alta pressione? Senza acqua ho pensato,
solo con l'aria compressa.
Così ho fatto; ho montato la pistola nel compressore che ho in
studio e mi sono fatto un areo-massaggio di 20 minuti alla pressione
di 5 atmosfere.
La mattina successiva appena ho poggiato i piedi per terra non ho
avvertito nessun dolore, ed allora ho continuato nella terapia.
Oggi sono al quarto giorno di areo-terapia e posso affermare che al
momento non avverto alcun dolore nella zona plantare. Forse è troppo
presto per cantare vittoria, anche perchè da quando ho iniziato
questa terapia non sono andato ancora a correre, però è certo la
mattina quando metto i piedi per terra non mi fanno più male.
Approfondendo su internet cosa è l'onda d'urto ho potuto comprendere
che è generata da una pressione di aria a 2-5 atmosfere che
determina la vibrazione ad al frequenza di un pistoncino che forma
l'onda d'urto. Nel mio caso non vi è alcuna onda d'urto, ma vi è un
treno di onde formate dall'aria ad alta pressione.
Sono solo all'inizio di questa mia sperimentazione che di certo non
può far male, ma che volevo condividere con i tanti amici amatori
della corsa per potere assieme a loro migliorare tale sistema o
renderlo più sofisticato nell'interesse di tutti noi corridori.
Antonio CALAMITA |