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Gli
Integratori Alimentari
Nell'alimentazione
Dello Sportivo
Si tratta di un argomento molto delicato. Questi
prodotti possono in certi casi dare un notevole aiuto, a
patto che non siano esaltati oltre misura come
meraviglie tecnologiche capaci di avere effetti
traumaturgici e di favorire il conseguimento di
prestazioni eccezionali.
Possiamo distinguere:
1) Integratori completi, costituiti in genere da
carboidrati di pronta utilizzazione e da proteine di
elevato valore biologico, con aggiunta di piccole
quantità di grassi, di sali minerali e vitamine.
Grazie anche al ridotto volume e alla facilità con la
quale vengono assorbiti possono essere utili soprattutto
in certi sport (quali ciclismo, alpinismo ecc.) che, per
la loro durata e l'ambiente nel quale si svolgono,
richiedono elevatissimi supporti nutrizionali.
Negli ultimi anni sono stati molto reclamizzati negli
ambienti sportivi (specialmente in quelli a più alto
livello agonistico) particolari integratori contenenti
fruttosio, proteine del latte e soprattutto notevoli
dosi di aminoacidi ramificati. La spinta all'uso di
questi particolari integratori nasce dalla teoria,
sostenuta da qualcuno, che una generosa supplementazione
di aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina)
possa influire considerevolmente sul rendimento
atletico.
Tale ipotesi si basa sull'azione di stimolo della
sintesi proteica che gli aminoacidi ramificati sono
capaci di esercitare, nel muscolo e nel fegato, in tutte
le condizioni in cui tale sintesi è depressa (e quindi,
a volte, anche durante l'esercizio fisico).
Secondo i sostenitori di tale teoria, nello sportivo la
somministrazione di un surplus di aminoacidi ramificati
potrebbe portare ad un aumento delle proteine muscolari
contrattili (aumento della massa e della forza
muscolari), ad un accelerato recupero da una ipotrofia
muscolare conseguente alla inattività, anche a quella da
trauma, ad una più rapida scomparsa della fatica
muscolare ed anche ad una maggiore disponibilità di
substrati energetici nello sforzo. In una parola, a
migliore efficienza fisica e a migliori prestazioni.
In realtà tuttora molto controverse vanno considerate le
applicazioni pratiche, nel settore dello sport, delle
premesse di tipo biochimico-metabolico che sono
all'origine di tali conclusioni. Occorre anzi
sottolineare che la maggior parte degli studiosi che si
sono occupati di questo argomento è ancora scettica
circa l'effettiva validità di questo tipo di
supplementazione.
2) Integratori monocomposti: comprendono integratori
glucidici (utili per razioni di intervallo o razioni di
recupero), integratori proteici (il cui libero uso va
proibito per una somma di motivi), integratori
idroelettrolitici e a base di sali minerali
(sostanzialmente inutili ad eccezione dei casi in cui si
verifichino sudorazioni profuse e ripetute), integratori
vitaminici (che in genere non rappresentano altro che
costosi placebo), altri integratori (lecitina,
carnitina, alcalinizzanti), ecc.
Due parole a parte per i reintegratori salini. Come già
detto, le perdite di sali dipendenti dalla sudorazione
sono per lo più sopravvalutate, nella pratica sportiva
corrente. Di conseguenza, la maggior parte di coloro che
praticano uno sport non ha bisogno quasi mai, nel nostro
clima, di ricorrere a questi prodotti oggi tanto
pubblicizzati, il cui uso in dosi generose può inoltre
creare problemi nel senso che la insufficiente
diluizione di questi preparati rischia di richiamare
altro liquido verso l'intestino, sottraendolo ai tessuti
e al sangue.
Molto spesso, insomma, la unica vera azione positiva dei
reintegratori salini consiste in un vero effetto-placebo
psicologico, legato alla fiducia con la quale vengono
assunti.
In sintesi si può dire che gli integratori alimentari
hanno per lo sportivo indicazioni specifiche e limiti di
impiego ben definiti.
Le uniche integrazioni sicuramente indispensabili sono
quelle idriche nel corso di prove protratte e con
elevate necessità di termoregolazione.
Molto utili possono essere le supplementazioni
glucidiche in occasione di impegni reiterati nel corso
della stessa giornata o di giorni consecutivi. Di
accertata utilità sono anche gli integratori alimentari
«completi» per quei pochi sport che non permettono
l'assunzione di pasti regolari e che pure comportano
elevati fabbisogni in calorie e principi nutritivi
(alpinismo, ciclismo su strada, ecc.).
In ogni caso l'uso degli integratori alimentari deve
essere valutato di volta in volta, controllandone
necessità ed effetti ed evitando comunque quella
autoprescrizione che invece è purtroppo così diffusa.
L'abuso di integratori alimentari non solo è inutile,
costoso e diseducativo, ma può anche essere dannoso a
breve e lungo termine.
Dott. Umberto Gelo
Dietista |